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Nuovi autografi di Sozomeno

Sozomeno da Pistoia (1387-1458)


Un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista


Nuovi autografi di Sozomeno

  

Nel contesto del progetto Sozomeno umanista pistoiese chi scrive ha individuato alcuni nuovi autografi dell'umanista, in parte già noti per il loro contenuto, in parte invece del tutto sconosciuti; essi sono conservati all'Archivio di Stato di Firenze e all'Archivio di Stato di Pistoia.

 
I documenti rinvenuti all'Archivio di Stato di Firenze derivano dall'Opera di San Jacopo e rappresentano le tracce sopravvissute dell'archivio personale dell'umanista. Essi descrivono un uomo preoccupato di registrare e di fare sottoscrivere da testimoni e notai la memoria di ciò che gli accadeva: dagli accordi privati per il subaffitto della propria casa, all'autodifesa davanti alle autorità ecclesiastiche.
 
I documenti identificati presso l'Archivio Vescovile di Pistoia testimoniano invece i rapporti tra il sacerdote e il suo vescovo.

  

L'interesse della scoperta, oltre che nell'avere individuato qualche nuovo dato biografico, consiste soprattutto nel disporre ora di importanti esempi di scritture datate esplicitamente, che possono servire come ulteriore punto di riferimento per disegnare lo sviluppo cronologico della mano di Sozomeno e, quando non siano copie di documenti stesi da altri, per conoscere meglio la sua lingua d'uso, sia il volgare sia il latino.

 
Archivio di stato di Firenze
 
Il primo di questi nuovi autografi è conservato all'Archivio di Stato di Firenze, nel fondo Notarile Anticosimiano 16535, che è un registro del notaio Giovanni di Piero.
Al f. 35r di questo volume Sozomeno è intervenuto sostituendo la propria scrittura a quella del notaio, per registrare di propria mano il testo del documento che sanciva la rinuncia di un canonico di Pistoia, Andrea di Giovanni, al proprio canonicato e di conseguenza alle rendite corrispettive. Tale rinuncia avvenne il 1 febbraio 1418 e fu fatta «in presentia domini Sozomeni ser Bonifatii clerici pistoriensis vicarii generalis in spiritualibus et temporalibus reverendi in Christo patris et domini domini Mathei, Dei et apostolice sedis gratia episcopi Pistoriensis».
 
 
In questa pagina Sozomeno sembra avere imposto come d'istinto la propria scrittura rinnovata sulla corsiva tradizionale del notaio Giovanni di Piero (che comunque esegue qualche intervento interlineare e sui margini), forse anche in nome dell' interesse che egli aveva verso la rinuncia del collega pistoiese al canonicato.
Il documento originale ricopiato da Sozomeno nel registro Notarie Anticosimiano 16535 è l'attuale ASFi. Diplomatico. Pergamene normali. Pistoia (Comune e S. Iacopo, opere), 1 febbraio 1417, già noto e tutto della mano di Giovanni di Piero.
 
Nello stesso registro, al f. 29v, si trova però anche la trascrizione di un altro documento relativo allo stesso negozio, datato 31 gennaio 1418. In tale documento Sozomeno risulta essere stato tra i presenti anche alla stesura dell'atto con il quale il sacerdote Andrea di Giovanni aveva già rinunciato una prima volta al proprio canonicato ma, anziché lasciarlo libero, lo aveva assegnato a un certo Pietro. Ovviamente il più tardo documento del 1 febbraio rese nullo il precedente.
 
Il secondo documento autografo di Sozomeno è una scrittura privata, datata 1 ottobre 1429, conservata in ASFi. Diplomatico. Cartaceo. Pistoia (comune e opera di S. Iacopo), che sancisce la condivisione dell'affitto della casa di Palla di Palla Strozzi tra Sozomeno, intestatario del contratto ufficiale, il barbiere Domenico di Maso e Bartolomeo di Niccolò. I due subaffittuari sanciscono l'accordo, ma solo il primo sa effettivamente scrivere e quindi si presta per certificare la volontà dell'amico:
 
 
«Io Domenicho di Maso babiere sono cotento a la predeta alogagione, e però mi sono segnato di mia propria mano. Io Domenicho di Maso mi sono sochrito a prera di Batolomeo di Nicolò, percé dice no sapere ischr[i]vere. Egli è cotento a la sopradeta iscrita».
La scrittura di questo documento, per quanto concerne la parte apprestata da Sozomeno, a prima vista appare diversa da quella solitamente utilizzata del canonico, ma può essere confrontata positivamente con una sua lettera originale e autografa, cronologicamente molto vicina, del 25 ottobre 1429 ora conservata all'Archivio di Stato di Pistoia.
L'accordo fu steso da Sozomeno e da lui conservato nel proprio archivio privato prima di confluire alla sua morte nell'archivio dell'Opera di San Jacopo.
Il testo del documento è stato edito da Renato Piattoli, Per la biografia dell'umanista Sozomeno, «Bullettino storico pistoiese», 34 (1932), pp. 142-143.

  

 

 Il terzo documento autografo identificato è l'attuale ASFi. Diplomatico. Cartaceo. Pistoia (Comune e S. Iacopo, opere) dell'ottobre 1453. Si tratta di una minuta in cui Sozomeno preparò una difesa contro le ingiurie mossegli da alcuni nemici invidiosi («quidam emuli») davanti a papa Niccolò V e al suo segretario Petrus de Noxeto. Questa difesa avrebbe poi dovuto essere sottoscritta dai canonici pistoiesi, pronti a riconoscere il collega «probum, honestum ac virum eruditum». La data è incompleta, essendo stato lasciato uno spazio bianco in cui aggiungere il giorno esatto.Il documento non era noto in precedenza.

   

 Archivio vescovile di Pistoia
 
Nell'Archivio Vescovile di Pistoia invece si trovano diversi documenti autografi, tutti già noti ai biografi di Sozomeno, i quali però li avevano utilizzati senza riconoscerne la mano.
 
Nel registro intitolato Atti, benefici, delegate, affitti e vendite di beni ecclesiastici dal 1440 al 1490, ora Archivio vescovile di Pistoia, sala III, C. 13., f. 361r, si legge la copia di un atto rilasciato paulo post 3 novembre 1418 da Benedetto abate del monastero Santa Maria Maddalena di Pistoia, in cui egli su richiesta di papa Martino V delega il sacerdote Giovanni di Pietro, pievano pistoiese di Sant'Andrea, a indagare sul vescovo Matteo Diamanti e sul suo comportamento nei confronti di Sozomeno.
 
   
 
Il documento comprende al proprio interno il testo della bolla papale, che evidentemente fu ricevuta dall'abate e conservata nel suo monastero. Questa copia invece fu eseguita da Sozomeno e - non si sa da che momento - lasciata in deposito presso l'archivio vescovile.
Il documento è edito in Guido Zaccagnini, Introduzione, in Sozomeno da Pistoia, Chronicon universale [AA. 1411-1455], Città di Castello, Lapi, 1908 (Rerum italicarum scriptores, XVI/I), p. XIII.
 
Nell'attuale Archivio vescovile di Pistoia, stanza III, R. 78 inserto 4. al f. 1r-v è conservata la richiesta di un rimborso, autografa di Sozomeno e datata 19 dicembre 1436, per spese fatte a favore del Capitolo del Duomo.
Il documento era stato studiato e edito in S. Ferrali, Gli umanisti Sozomeno e Zenoni in alcuni documenti inediti dell'Archivio vescovile di Pistoia, «Bullettino storico pistoiese», s. III, 3 (1968), p. 54 (Documento 1).
 
In Archivio vescovile di Pistoia, stanza III, R. 76. inserto 8, f. 1 è conservata un'accusa dei canonici di Pistoia contro il collega Benedetto di ser Filippo il quale avrebbe malamente distribuito, a proprio favore, olio e vino del Capitolo.
 
 
Il documento è datato 5 dicembre 1438 ed è scritto, probabilmente anche composto, da Sozomeno. Esso è stato pubblicato in S. Ferrali, Gli umanisti Sozomeno e Zenoni in alcuni documenti inediti dell'Archivio vescovile di Pistoia, «Bullettino storico pistoiese», s. III, 3 (1968), p. 54-55 (Documento II), erroneamente con data 4 dicembre.
 
 In Archivio vescovile di Pistoia, stanza III, B. 18 inserto 4, è conservata infine una lettera del 13 novembre 1445, già studiata come originale di Sozomeno, in cui egli racconta di essere stato assalito dal sacerdote pistoiese Nello di Annibaldo. Anche questa lettera è autografa e merita di essere ristudiata sia dal punto di vista paleografico sia da quello linguistico, nonostante essa sia stata edita parzialmente in Zaccagnini, Introduzione, p. XX n. 2 (erroneamente con data 13 dicembre).

  

Autore della pagina: Giliola Barbero

18 settembre 2011




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