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Il greco di Sozomeno da Pistoia

Sozomeno da Pistoia (1387-1458)


Un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista


Il greco di Sozomeno da Pistoia

 

Il 16 marzo 1413 Sozomeno da Pistoia, a Firenze, apponeva la propria sottoscrizione sul Terenzio A.4 della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia, completandola con un ex libris in greco «che non sembra aggiunto posteriormente» (v. Zamponi, Ignoto compendio, 258 n. 5 e de la Mare, Handwriting, 91 e pl. XXc). Questa nota di possesso assieme al titolo bilingue, in greco e in latino, anteposto di sua mano al testo degli Adelphoe, rappresenta la più antica traccia sicura di un suo interesse per la lingua e la cultura greca.

 

Benché non si abbiano testimonianze precise sul suo tirocinio nelle lettere greche, la data di questo manoscritto riconduce in un ambiente ben identificabile: a Firenze, dal 1410, insegnava infatti Guarino Guarini da Verona, il più talentuoso degli allievi di Manuele Crisolora, invitato da una societas sostenuta principalmente da Niccolò Niccoli, di cui facevano parte almeno Antonio Corbinelli e Giovanni Toscanella. 

 

Pistoia, Biblioteca Forteguerrina, Ms. A 24, f. 1r

 

Probabili tracce del magistero guariniano, del resto, sono in vario modo riflesse dai manoscritti greci della biblioteca di Sozomeno, tutti confezionati di sua mano, generalmente su elegante pergamena rigata a secco, secondo l'uso orientale.

La sua scrittura greca, in primo luogo, pur inserendosi genericamente nel cosiddetto filone «crisolorino» - ovvero in quella corrente inagurata alla fine del sec. XIV da quegli allievi diretti di Manuele Crisolora che costruirono la propria scrittura greca sul modello di quella del maestro - ha rivelato alcuni elementi che paiono mutuati da quella di Guarino: la forma della legatura epsilon-iota, l'uso frequente del nesso omicron-ypsilon, la sovrapposizione tau-omicron e, per esempio, la nota tachigrafica in forma di S maiuscola per kaiv (Rollo, Mimetismo grafico, 101).

 

Il codice Harley 6506 e il ms. C.74 dell'Archivio Capitolare di Pistoia, inoltre, due testimoni degli Erotemata crisolorini copiati - e rielaborati - da Sozomeno, mostrano contatti con il compendio del manuale di Crisolora approntato da Guarino: l'elaborazione di quest'ultimo, tradizionalmente attribuita al 1417, è stata di recente retrodatata agli anni 1403-1406 e, quindi, ha buone probabilità di essere stata utilizzata a Firenze dal Pistoiese per accostarsi per la prima volta alla lingua greca (Rollo, Mimetismo grafico, 100 n. 61). Peraltro, nel codice di Londra, è contenuto il trattato Sugli spiriti elaborato da Manuele Crisolora per Coluccio Salutati «secondo la tradizione del testo peculiarmente fiorentino» collegabile con il Cancelliere e contenuto nel Vat. gr. 1368 (Rollo, Gli Erotemata, 135), un codice sicuramente trascritto a Firenze, molto probabilmente negli anni del magistero di Manuele Crisolora (1397-1400).

 

 In due manoscritti sozomeniani, infine, si trovano correzioni attribuibili alla mano di Francesco Barbaro, allievo, a sua volta, di Guarino: l'Harley 5587 con la Ciropedia di Senofonte e l'Harley 5660, un manoscritto con il discorso Ai giovani di Basilio, orazioni di Isocrate e due scritti morali di Plutarco.

 

Anche soltanto questi indizi - punti di partenza di una ricerca da approfondire - contribuiscono a congiungere i dieci manoscritti greci della libreria di Sozomeno alle più avanzate esperienze dello studio del greco dei primi decenni del sec. XV, facendoli uscire dal semplice status di eleganti «cimeli» membranacei, dai margini splendidamente bianchi, talora con eleganti iniziali miniate, corpo estraneo e quasi inerte all'interno di una biblioteca di cultura latina. Ad essi, peraltro, si aggiunge il ms. Harley 6313, un lessico greco-latino di grande interesse per ricostruire metodi e fonti dell'apprendimento del greco da parte dell'umanista pistoiese.

 

Autore della pagina: David Speranzi




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