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Sozomeno fra tradizione gotica e scrittura umanistica

Sozomeno da Pistoia (1387-1458)


Un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista


Sozomeno fra tradizione gotica e scrittura umanistica

La vicenda grafica di Sozomeno costituisce un caso esemplare nella storia della scrittura del primo Quattrocento. Tra gli umanisti della prima generazione, Sozomeno è infatti l'unico di cui conosciamo l'esperienza grafica completa, dal quaderno di scuola ai prodotti della maturità, distribuita in un intervallo cronologico di circa cinquanta anni. Inoltre, Sozomeno è uno dei pochi per cui è possibile ricostruire il passaggio dalle scritture di tradizione gotica a scritture di cultura umanistica. Il progetto Sozomeno da Pistoia (1387-1458) ha permesso di verificare che gli autografi di Sozomeno costituiscono un prezioso repertorio di interpretazioni diverse e originali della scrittura umanistica e grazie a un buon numero di codici datati ha consentito di ricostruire con sicurezza alcune tappe fondamentali della sua vicenda grafica.
L'educazione alla scrittura del giovane Zomino muove da una base pienamente radicata nella tradizione tardo-trecentesca, sia libraria che corsiva. Ne è testimonianza il primo autografo pervenuto, il quaderno scritto alla scuola del maestro Antonio di ser Salvi da San Gimignano (Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.33). Nei testi scolastici datati 1402 Zomino impiega una littera textualis semplificata, incerta e irregolare, tipica di una mano non ancora perfettamente addestrata, mentre per altri testi aggiunti negli anni immediatamente successivi sperimenta una scrittura corsiva. 

                                                                                                                                                                                                                   

 

 

Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.33, particolari dai ff. 13r e 57r.

 

Per tutto il primo decennio del Quattrocento, la scrittura di Sozomeno, pur modificandosi e acquistando sicurezza e competenza, non presenta nessun elemento originale. Ma nella copia delle Satire di Giovenale datata 1410 (Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.26) Sozomeno dimostra di aver avuto contatti col circolo degli umanisti fiorentini aggiornando la sua scrittura alle innovazioni della riforma grafica.

 

 

Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.26, particolare dal f. 34r

 

La scrittura del Giovenale è una littera antiqua del tutto coerente con le coeve realizzazioni di Poggio Bracciolini e Niccolò Niccoli, vale a dire di coloro che definirono il canone fiorentino della scrittura umanistica; ma questo modello fiorentino è presto abbandonato da Sozomeno a favore di un'interpretazione originale della littera antiqua, in cui riemergono elementi della tradizione gotica a cui Sozomeno era stato educato, anche se inseriti all'interno di un contesto grafico indubbiamente umanistico. Questa littera antiqua leggera è documentata da ben due codici datati: la seconda parte delle Commedie di Terenzio, terminata di scrivere a Firenze il 16 marzo 1413 (Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.4, ff. 62v-116v), e il codice delle Commedie di Plauto, datato 1° agosto 1415 (London, British Library, Harley 5285).

 

 

 

London, British Library, Harley 5285, particolare dal f. 13r

 

Sul versante delle scritture corsive, l'influenza della tradizione trecentesca è esplicita nella copia dei testi di Asconio Pediano e dello pseudo Asconio (scoperti l'anno prima a San Gallo da Poggio), terminata a Costanza il 23 luglio 1417 (Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.37). La scrittura di questo codice è infatti una corsiva all'antica, una tipologia grafica documentata anche dagli umanisti fiorentini, ma interpretata da Sozomeno con originalità.

 

 

Pistoia, Biblioteca Comunale Forteguerriana, A.37, particolare dal f. 55r  

 

Da questo momento gli autografi di Sozomeno documentano un riaffiorare sempre più forte della tradizione gotica. Anche in contesti più accurati (come ad esempio il codice delle Periochae di Livio, oggi London, British Library, Harley 6510) Sozomeno offre un'interpretazione personale della littera antiqua ormai lontana da quanto contemporaneamente si faceva a Firenze (che comunque conosceva benissimo) e simile alle realizzazioni degli umanisti veneti, primo fra tutti Guarino Veronese, che innestavano gli elementi caratterizzanti la littera antiqua in un contesto grafico tardo-trecentesco, proprio come Sozomeno.

 

 

London, British Library, Harley 6510, particolare dal f. 2r

 

Nell'ottobre del 1427, quando Sozomeno termina di copiare un codice di Livio (London, British Library, Harley 3956), la sua corsiva all'antica ha subito un'ulteriore trasformazione, diventando rapida, dimessa e ricchissima di legature.

 

 

London, British Library, Harley 3956, particolare dal f. 4r

 

Ma se ancora in questo manoscritto sono presenti forti richiami alla scrittura umanistica, nella scrittura con cui Sozomeno glossa i suoi libri e scrive i commenti ai classici, dalla fine degli anni venti del Quattrocento in avanti, la corsiva di tradizione trecentesca riemerge pienamente. La scrittura delle glosse e dei suoi commenti ai classici è di fatto una corsiva radicata nella tradizione gotica e arricchita di pochi elementi essenziali della littera antiqua.

 

 

London, British Library, Harley 3989, particolare dal f. 78r

 

Gli autografi di Sozomeno restituiscono dunque un'immagine complessa e articolata della cultura grafica dell'umanista. Egli appare inizialmente come un giovane che recepisce le innovazioni della renovatio umanistica; poi uno studioso che si mostra interessato, se così si può dire, più al contenuto del testo che sta copiando che alla qualità estetica dei suoi libri; infine un umanista al lavoro, che studia e commenta secondo il nuovo metodo filologico i suoi libri e lavora ai suoi commenti dei classici. Queste tappe della vicenda grafica di Sozomeno trovano un interessante parallelo nel modo con cui egli confezionò i suoi libri nel corso del tempo, per il quale si veda l'approfondimento Sozomeno e i suoi libri.
 
Autore della pagina: Irene Ceccherini.



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Copyright 2009 Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Pagina creata il 11 Novembre 2015, ultima modifica il 25 Gennaio 2011