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Cronologia della vita

Sozomeno da Pistoia (1387-1458)


Un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista


Cronologia della vita

 

29 giugno 1387

Sozomeno nasce a Pistoia, da Parina e Bonifatio, di cui è figlio illeggittimo. Viene riconosciuto dal padre, un notaio della curia vescovile, due anni dopo.

 

giugno 1402

A Pistoia frequenta la scuola di grammatica latina di Antonio di ser Salvi da San Gimignano. Dei suoi primi studi ci restano due manoscritti, una raccolta di versi latini di varia orgine e natura (i Disticha Catonis, il Dittochaeon di Prudenzio, il Physiologus, l'Elegia de varietate fortunae di Arrigo da Settimello, dei Carmina de mensa e dei versi Ad studentes) e la grammatica latina, sempre in versi, di Alexander de Villadei intitolata Doctrinale.

 

1408-1412

Gode di una borsa di studio per giovani di famiglia povera, per frequentare l'università di Padova come studente di diritto canonico, ma continua a vivere almeno per alcuni periodi a Firenze.

 

1409-1415

Copia alcuni importanti libri manoscritti, riproducendo Bucoliche e Georgiche nel 1409, le Satire di Giovenale nell'agosto del 1410, le Commedie di Terenzio nel settembre 1412 e quelle di Plauto nell'agosto del 1415, tutti testi che non hanno nulla a che vedere con i suoi studi di diritto.

Nello stesso periodo, da marzo 1410 a luglio 1414, a Firenze soggiorna Guarino Veronese, che abita oltrarno presso i Corbinelli.

 

5 aprile 1416

È citato in una lettera come studente di diritto canonico a Firenze, abitante in orto Sancti Michaelis apud Sanctan Annam, ossia presso Orsanmichele.

 

1417-1418

Partecipa al Concilio di Costanza e a San Gallo copia alcuni testi antichi che fino a quel  momento erano rimasti nell'ombra, conservati presso l'antica abbazia, testi grammaticali e un commento anonimo a Cicerone, attribuito ad Asconio Pediano, quest'ultimo datato 1417. Partecipa alle votazioni del Concilio.

 

 

1418-1419

Negli stessi anni come canonico della cattedrale pistoiese e vicario vescovile si oppone in maniera radicale al comportamento immorale del proprio vescovo Matteo Diamanti, accusato di avere una concubina e diverse figlie, di cui una anche già maritata con una dote ricavata da ingiuste estorsioni.

 

 

1419

In un documento risulta che già da 16 anni Sozomeno soggiornasse regolarmente a Firenze, aliquando in populo Santi Laurentii et in populo Sanctae Mariae Novellae, et aliquando in populo Santi Miniati inter turres. Contemporaneamente godeva delle entrate della parrocchia di Santa Maria Forisporta a Pistoia, oggi Basilica della Madonna dell'Umiltà in via della Madonna.

 

1423

Verga il proprio testamento, con il quale lascia la propria biblioteca all'Opera di San Jacopo di Pistoia.

 

ottobre 1427

Termina di copiare il testo di Livio.

 

20 giugno 1430

Poco dopo l'entrata in Firenze di Cosimo de' Medici e la cacciata di Palla Strozzi, Lorenzo, figlio di quest'ultimo, invita Sozomeno a insegnare ad Arezzo, ma egli non accetta.

Durante gran parte della vita Sozomeno insegna privatamente, probabilmente presso la propria abitazione; tra i suoi alunni, oltre allo stesso Lorenzo di Palla Strozzi, Vespasiano da Bisticci ricorda esplicitamente Matteo Palmieri, Pandolfo Pandolfini, Bartolomeo di Palla Strozzi, fratello di Lorenzo, e Francesco Vettori. Anche Leonardo Dati dice di essere stato suo allievo.

 

23 ottobre 1431

È chiamato a insegnare retorica e poesia allo studio di Firenze, per un anno, contemporaneamente a Carlo Marsuppini, voluto dalla famiglia de' Medici, e a Francesco Filelfo, fedele degli Strozzi. L'esperienza dovette essere faticosa per il contrasto, vivacissino, tra Marsuppini e Filelfo, che facevano a gara a chi aveva più uditori, ma Vespasiano da Bisticci racconta che Sozomeno, pur avendo letto "a concorenza d'uomini dottissimi", fu rispettato e onorato.

 

15 marzo 1437

È eletto vicario generale del vescovo di Pistoia Donato de' Medici col diritto di eleggersi un provicario.

In seguito interviene in diversi affari pubblici e privati come sacerdote e uomo di legge; spesso nei documenti che ci restano è giudicata persona di retti costumi ed erudita.

 

1438-1439

Insegna grammatica per un anno allo studio di Firenze.

 

18 luglio 1442

È eletto procuratore e oratore del comune di Pistoia a Firenze.  

novembre - dicembre 1445

Si scontra con il sacerdote Nello di Annobaldo, che lo assale nella cattedrale.

 

11 ottobre 1458

Muore nella propria parrocchia di Santa Maria Forisporta a Pistoia.

 
Autore della pagina: Giliola Barbero.




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