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Chi è Sozomeno

Sozomeno da Pistoia (1387-1458)


Un percorso tra testi, scritture e libri di un umanista


Chi è Sozomeno

Sozomeno, come egli preferì chiamarsi, dando una forma dotta e grecizzante al nome Zomino, nacque a Pistoia nel 1387 e vi morì nel 1458. Nella città natale ebbe la sua prima formazione, poi completata frequentando l’università di Padova (1407-1413) e i circoli umanistici di Firenze, ai quali si avvicinò almeno dal 1410. A Pistoia intraprese la carriera ecclesiastica: era sacerdote già nel 1405, fu per due volte vicario vescovile, e nel 1418 fu eletto canonico della cattedrale, dignità che ricoprì fino alla morte.

Sozomeno è l’unico intellettuale pistoiese che abbia rivestito un ruolo significativo nella cultura dell'Umanesimo italiano. Prese parte al Concilio di Costanza (1417-18), ove condivise con Poggio Bracciolini la scoperta di testi latini da secoli dimenticati nella biblioteca del monastero di San Gallo, e fu stimato docente di humanae litterae a Firenze, dove visse in prevalenza dal secondo fino al quarto decennio del Quattrocento.

 

 

L’attività di studio e di insegnamento di Sozomeno delinea un percorso esemplare, ben documentato, che, prendendo le mosse da una formazione giovanile ancora radicata nella tradizione tardo-trecentesca, giunge agli esiti di una più ricca e solida interpretazione dei classici latini.

 

Sozomeno scrisse testi destinati alla scuola (una grammatica latina e una grammatica greca), ma soprattutto commentò  Giovenale, Persio, Ovidio, Orazio e Seneca, riuscendo a chiarire, in alcuni casi, passi che per tutto il Medioevo erano rimasti oscuri o male interpretati. Il lavoro interpretativo di Sozomeno nacque nella scuola, per rispondere all'esigenza di comprendere i testi classici e per collocarli nel loro contesto storico, al fine di poterli illustrare al pubblico degli alunni e dei colleghi, ma in seguito divenne un'operazione di ricerca indipendente da fini pedagogici e diede luogo a lunghi commentari che ci sono stati trasmessi prevalentemente in forma autografa. In età matura, fino alla morte, attese alla composizione di un Chronicon universale, l’unica sua opera finora parzialmente pubblicata a stampa.

 

Questo percorso intellettuale trova un parallelo nella vicenda grafica di Sozomeno, che in gioventù fu educato alle scritture della tradizione gotica, poi abbandonate a favore di una personale e mossa interpretazione della scrittura umanistica.

Anche la sua conoscenza della lingua greca e la capacità di scrivere in greco, attestate dal 1413, rappresentano acquisizioni non comuni nella prima generazione umanistica. Sozomeno copiò personalmente molti suoi libri, trascrivendo almeno 34 codici latini e 10 greci.

 

Sozomeno è noto soprattutto perché è il primo umanista che decise di destinare la sua biblioteca ad uso pubblico. Già nel 1423, pur essendo sacerdote e canonico, donò i suoi libri alla città di Pistoia, affidandoli a un ente laico, l’Opera di San Iacopo, con l’obbligo di collocarli in un luogo accessibile a tutti coloro che li vorranno studiare. L’inventario della biblioteca, redatto poco dopo la sua morte, nel 1460, conta 110 volumi e tre carte geografiche, ma i libri di Sozomeno furono sicuramente in numero maggiore.

Nei giudizi espressi dai contemporanei (Vespasiano da Bisticci, Matteo Palmieri, Dietisalvi Nerone) Sozomeno appare un umanista di ampia cultura e un maestro di moralità per le giovani generazioni; gli studi più recenti, ormai acquisiti i principali contributi dell’erudizione fra XIX e XX secolo (biografia e storia della biblioteca), cercano soprattutto di definire il contributo di Sozomeno alla riforma grafica umanistica e al rinnovamento degli studi grammaticali e letterari.

 




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Copyright 2009 Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Pagina creata il 11 Novembre 2015, ultima modifica il 19 Maggio 2011